È UN METODO DI VALUTAZIONE CHE PERMETTE DI FARE UN BILANCIO GLOBALE DELLO STATO DEL PAZIENTE INTEGRANDOLO CON I TRE PRECEDENTI SISTEMI.

DIFFERENZA TRA ORGANO E VISCERE

  • organo struttura costituita da un parenchima proprio e da una capsula di avvolgimento solitamente occupa un volume proprio costante;
  • viscere struttura muscolare liscia che in ragione del Movimento funzionale in corso può occupare un volume differente.

IL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

Il sistema nervoso autonomo (Sna) o sistema neurovegetativo (SNV) è la parte del sistema nervoso che con continue variazioni e modulazioni permette il mantenimento dell’omeostasi dell’organismo (attività del parasimpatico) e la sua sopravvivenza Nell’ambiente esterno (attività del simpatico).

Il suo funzionamento non è comandato dalla volontà, pur avendo tale sistema connessioni con le sfere razionali e aumento delle connessioni emotive.

COS’È L’HRV?

  • La sigla HRV indica l’heart rate variability ovvero la variabilità della frequenza cardiaca, in altre parole l’HRV ci permette di avere una stima delle variazioni che intercorrono tra un battito e l’altro del nostro cuore.
  • L’analisi dell’HRV si basa infatti sul calcolo dell’intervallo tra una pulsazione e l’altra, misurato in millisecondi (ms).
  • È un parametro che indica la capacità di attivazione del sistema nervoso autonomo e della funzionalità del nervo vago.
  • Il rapporto tra HRV e infiammazione è inversamente proporzionale: maggiore è l’HRV e minore è l’infiammazione, numerosi studi riportano questo rapporto valutando marcatori infiammatori ematici.

HRV E STRESS

  • Siamo portati a credere che una frequenza cardiaca di 60 battiti per minuto (bpm) corrisponda ad un battito ogni secondo.
  • Pensiamo che il cuore debba battere precisamente come un metronomo per essere in salute, ma in realtà è vero il contrario.
  • Un cuore in forma batte in maniera apparentemente disordinata: tra un battito e l’altro possono trascorrere 800 millisecondi, poi 740 ms e infine 980 ms.
  • Se dunque la frequenza cardiaca (FC) è una media del numero di battiti del nostro cuore in un minuto, l’HRV rappresenta la modulazione di questi battiti e può variare a parità di FC.
  • Questa informazione, come vedremo, è molto preziosa e ci aiuterà a comprendere quali sono i nostri livelli di stress (e come possiamo migliorarli).

Questo rapporto è molto interessante, oggi sappiamo quanto l’infiammazione giochi un ruolo primario in molte patologie acute e croniche, come malattie autoimmuni, neurologiche e cardiovascolari, malattie metaboliche come diabete e dislipidemie, gli stessi processi sono implicati anche nella genesi di cancro. Ciò implica che mantenere alta la variabilità della frequenza cardiaca attraverso un corretto stile di vita evita lo sviluppo di queste patologie.

Lo stimolo che attiva la peristalsi è la produzione di entero ormoni (neurotrasmettitori) e la distensione della parete del viscere in tutto il tubo digerente.

Questo dà grosse possibilità alla terapia manuale osteopatica l’uomo assorbe nutrienti in varie zone del sistema digerente. Quando si riduce la mobilità, quindi la capacità di distensione del viscere, si riduce la possibilità di produrre neurotrasmettitori da parte della struttura viscerale riducendo l’assorbimento del nutriente che viene assorbito a quel livello e con quelle modalità. In OSTEOPATIA sono importanti le aderenze e le cicatrici.

IL SISTEMA NEUROENDOCRINO DIFFUSO

È composto da cellule ad azione endocrina non appartenente a un sistema ghiandolare anatomicamente definito, è sparso in vari organi e tessuti del corpo anche denominato sistema apud ( amine precursor uptake and DEcarboXYilatioN) queste cellule sono in grado di accumulare amINE e captarne i precursori e decarbossillarli sono state classificate fra le cellule apud oltre 40 tipi di cellule dalla comune derivazione embriologica e programmate come cellule neuroendocrine che secernono ormoni peptidici o amine biogene come adrenalina noradrenalina e serotonina.

Le cellule del sistema neuroendocrino diffuso sono localizzate nel tratto gastroenteropancreatico, nel sistema nervoso centrale e periferico, nell’apparato urogenitale e in altri organi e tessuti quali cute, miocardio, polmoni e mammelle.

È stato calcolato che se le cellule di questo sistema fossero tutte concentrate in un’unica ghiandola essa avrebbe le dimensioni di un’arancia.

Nel tratto gastro-enterICO-PANCREATICO si trovano diverse cellule apud che SECERNONO ormoni peptidici o ammine biogene coinvolti nella coordinazione dei processi di digestione ed assorbimento, ma anche nella regolazione del comportamento alimentare.

Tali cellule endocrine Sono principalmente localizzate nello stomaco, nell’intestino e nel pancreas.

Anche le cellule alfa e beta delle isole di langherans pancreatiche, che secernono glucagone e insulina, fanno parte di questo sistema endocrino.

Ad esempio la gastrina viene seCreta dalle cellule G, presenti nelle ghiandole gastriche dell’antro pilorico e del duodeno. è un ormone peptidico di cui esistono diverse ISOforme ma tutte hanno in comune la sequenza aminoacidica terminale, responsabile della sua funzione biologica.

La gastrina stimola la secrezione acida dello stomaco, stimola la produzione di pepsinogeno, il precursore della pepsina, stimola la motilità dell’antro pilorico, regola il tono del cardias diminuendolo, stimola la secrezione di insulina da parte del pancreas.

IL RUOLO ANTINFIAMMATORIO DEL NERVO VAGO

Si realizza tramite le sue connessioni bidirezionali con il sistema nervoso intestinale:

da un lato il nervo vago riceve segnali che vengono dagli organi (via afferente) e dall’altro invia segnali agli stessi organi (via efferente).

La via in uscita è il sistema antincendio interno, che è mediato dal rilascio di acetilcolina, un neurotrasmettitore che, tra gli innumerevoli ruoli che svolgE, ha anche la capacità di bloccare l’attività infiammatoria delle cellule immunitarie.

Questo fenomeno chiamato riflesso antinfiammatorio del vago è stato identificato per la prima volta nel 2000 (nature) L’infiammazione intestinale -tramite citochine infiammatorie che, usando proprio il vago, risalgono al livello cerebrale – va a manomettere il suo principale sistema di controllo, costituito dal vago stesso.

Si crea cioè un circolo vizioso che alimenta l’infiammazione.

LA PNEI

  • La pnei disciplina che studia le relazioni bidirezionali tra psiche e sistemi biologici;
  • Con la PNEI viene a profilarsi un modello di ricerca e di interpretazione della salute e della malattia che vede l’organismo umano come una unità strutturata e interconnessa, dove i sistemi psichici e biologici si condizionano reciprocamente;
  • Ciò Fornisce la base per prospettare nuovi approcci integrati alla prevenzione e alla terapia delle più comuni malattie, soprattutto di tipo cronico e, al tempo stesso configura la possibilità di andare oltre la storica contrapposizione filosofica tra mente e corpo.

OSTEOPATIA FUNZIONALE

DISPEPSIA Cosa può fare l’osteopata:

Il trattamento osteopatico è mirato a ridare mobilità all’area gastrica e all’area diaframmatica, favorendo quindi una miglior vascolarizzazione e drenaggio, bilanciando tutte le tensioni muscolo-fasciali e le afferenze/efferenze neurologiche

REFLUSSO GASTROESOFAGEO Cosa può fare l’osteopata:

Il trattamento osteopatico è mirato alle strutture che aiutano la corretta chiusura della giunzione gastro-esofagea, cercando di migliorare la sua efficienza. Inoltre va ad agire su tutte le sezioni esofagee (cervicale, toracico e addominale) migliorando le tensioni muscolo-fasciali riscontrate e migliorando la vascolarizzazione e il drenaggio dell’organo, cercando di diminuire il suo stato infiammatorio.

ERNIA IATALE Cosa può fare l’osteopata:

Il trattamento osteopatico è indirizzato a migliorare l’informazione interocettiva di esofago, stomaco e diaframma, bilanciando le tensioni fasciali e migliorando la vascolarizzazione e il drenaggio della zona. Inoltre va ad agire su tutte le sezioni esofagee (cervicale, toracico e addominale) migliorando le tensioni muscolo-fasciali riscontrate e migliorando la vascolarizzazione e il drenaggio dell’organo, cercando di diminuire il suo stato infiammatorio.

STIPSI Cosa può fare l’osteopata:

Il trattamento osteopatico è mirato a ridare mobilità all’area intestinale favorendo una miglior vascolarizzazione e drenaggio, inoltre va a bilanciare tutte le tensioni muscolo-fasciali riscontrate, ponendo particolare attenzione alla radice del mesentere, un grande legamento che collega l’intestino alla colonna lombare, all’interno del quale passano arterie/vene/nervi/vasi linfatici diretti all’intestino, ristabilendo così una corretta interocezione da parte del sistema nervoso.

FUNZIONE DEL VAGO

  • XI nervo cranico, e’ un nervo misto, attore essenziale dell’asse cervello-intestino poiché tutte le informazioni provenienti dai visceri al cervello, e viceversa, in maniera bidirezionale.
  • Nervo parasimpatico ,veicola informazioni motrici, sensitive, sensoriali e agisce sull’enterocezione , sulle emozioni e sulla sfera cognitiva.
  • In realtà, sembra che le fibre sensitive siano più numerose delle fibre motrici

J.-P. Barral afferma, che il nervo vago a livello cervicale contiene dal 70 al 80 % di fibre sensitive.

Gli enterocettori vagali:

  • controllano la mobilità e l’attività secretoria degli organi, delle ghiandole e del SNC
  • mettono in armonia tra loro le diverse funzioni viscerali con altre funzioni del corpo
  • svolgono un ruolo nocicettivo viscerale nel messaggio del dolore
  • offrono una protezione delle mucose contro l’acido cloridrico e l’alcool
  • contribuiscono alle difese immunitarie all’interno delle mucose digestive
  • Le afferenze vagali sono implicate nel meccanismo neuro-immunitario ,svolgono un ruolo trofico, contribuendo a mantenere l’integrità dei tessuti che innervano
  • Garantiscono la principale innervazione efferente del cuore, rallentando la frequenza cardiaca e la contrattilità
  • Innervano i muscoli elevatori del velo del palato e alcuni muscoli costrittori del faringe e della laringe, garantendo inoltre la trasmissione della sensibilità somatica della faringe, della laringe e dell’epiglottide partecipando alla fonazione, ma anche parte delle informazioni gustative.
  • Costituiscono la via visceromotrice dell’ apparato cardiovascolare, tracheo-bronco-polmonare e digestivo nonché provvedono a regolare la secrezione delle ghiandole surrenali, pancreatiche e tiroidee.
  • Oltre a fungere da ponte di comunicazione tra i cervelli addomino-pelvico e cranico, il nervo vago garantisce un importante crocevia informazionale con il SNA.
  • Quindi l’integrità del nervo vago è necessaria per l’ empatia, per stabilire legami sociali , sviluppare buone capacità di osservazione e di percezione; inoltre provvede a prendere delle decisioni complesse che riguardano allo stesso tempo la nostra percezione . Alcuni studi hanno dimostrato che, nelle persone colpite da una disfunzione vagale, si trovano frequentemente e in concomitanza la diagnosi di depressione, attacchi di panico, ansia, variazioni dell’umore, fibromialgia, Alzheimer e obesità. Considerando che dal 90 al 95 % dei nostri pensieri si sviluppano nell’inconscio e che il SNE risulta anche un organo dell’inconscio.

C’è da stupirsi che la maggior parte delle fibre del nervo vago si trovino nel sistema enterico e che quasi tutta la serotonina venga prodotta quì?

Stimolazione Neuro-Vagale

Questo metodo consiste nell’eccitare il nervo vago elettricamente all’uscita del forame, con l’ effetto di migliorare notevolmente alcune depressioni resistenti ai trattamenti farmacologici ed elettromagnetici.

Vari studi fatti su pazienti depressi hanno dimostrato che la SNV agisce come antidepressivo e porta ad una remissione completa dei sintomi nel 33 % dei casi. Permetterebbe inoltre, di far fronte al Chronic Pelvic Pain, ai dolori legati alla fibromialgia, alle emicranie, ai disturbi gastrici, agli acufeni, all’epilessia.

Effetti della SNV sulla fisiologia e la psiche dell’individuo

La stimolazione del nervo vago crea una modificazione a lungo termine delle strutture cerebrali coinvolte nelle malattie mentali. Le ricerche sulla depressione attraverso questa tecnica, dimostrano dei cambiamenti sul cervelletto, sul talamo e l’ipotalamo, sul lobo temporale, sul corpo amigdaloideo, sull’insula, sulle cortecce orbitofrontali e sui lobi parietali; le stesse zone sono stimolate in caso di assunzione di antidepressivi. La maggior parte di queste zone essendo anche coinvolte nell’asse cervello-intestino, un loro danneggiamento potrebbe avere ripercussioni intestinali.